Accessibilità sempre più… App!

Molte sono le evoluzioni in tema di accessibilità Web ma oramai occorre più correttamente ragionare in termini di accessibilità digitale vista l’abitudine crescente di molti non vedenti e disabili ad utilizzare le app sui dispositivi mobili.

Non toccare! Recita il codice braille e la ragazza non vedente se la ride ad interpetare l’ausilio tattile dell’artista The Blind nel rendere accessibili una serie di graffiti street art. L’accessibilità è dunque una questione di buona volontà ed anche utilizzo di paradossi nel linguaggio per rompere determinati tabù ed allegerire talune condizioni di disabilità ed in questo, fortunatamente, la tecnologia (digitale) sta aiutando moltissimo.

Vengono diffusi tutorial sempre più spesso in lingua italiana ed aggiornati rispetto ai formati digitali più diffusi come quello utilissimo – audio docet ragionando in termini di non vedenti – dei pdf da rendere accessibili tramite apposita strutturazione di testo vero ed utilizzo di tag.

Molti di questi tutorial fanno riferimento al mondo dei dispositivi mobili, sempre più apprezzati, ed in particolare della galassia iOS: illuminanti i tutorial di Orbolandia su come impostare ed utilizzare al buio e per la prima volta un iPhone od un iPad.

E’ peraltro comprensibile che sia il mondo delle app e quindi della mobilità quello più di interesse per chi ricerca continuamente più autonomia e quindi anche relazioni con l’esterno e sul digitale sono di nuovo delle innovazioni Made in Italy a conquistare l’attenzione internazionale: è il caso di Aipoly ovvero un’app in continuo sviluppo che consente di riconoscere colori e pattern fornendo una sorta di intepretazione intelligente dell’ambiente e degli elementi circostanti.

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ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

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