Material Design a che punto siamo?

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Sviluppi, conferme e lacune

L’approccio di Google al design noto come Material Design continua ad essere fortemente consigliato per le interfacce digitali in generale ed ancor più per le app in ambito mobile confermando grande attenzione per ambiti come l’accessibilità ed il cross-cultural ma esiste un grande, clamoroso assente dalle linee guida… Sapete dirmi subito chi è prima di arrivare alla fine di questo post? 😉

Accessibilità

Google – che non a caso viene definito anche “il più potente non vedente del mondo” (alludendo ad una sua intepretazione del Web simile a quella di un non vedente…)  – continua a riservare grande attenzione all’argomento accessibilità: a cominciare dalla questione dei colori sono molti gli strumenti che mette a disposizione e fa bene visto che il 10% della popolazione mondiale (quasi tutti maschietti…) ha un’interpretazione dei colori drasticamente diversa da quella che è considerata “normale” (e comunque che cosa brutta il concetto di normalità… 😉. E se il Material Design conquista grandi attenzioni in ambito app ed Internet delle Cose !IoT ovvero Internet of Things, in inglese… – l’accessibilità è uno sbocco naturale di tante idee innovative di molte start-up che meritoriamente inventano sempre più utili wereable devices.

Cross Cultural

Chiamatele procedure di internazionalizzazione oppure !i18n oppure localizzazione come preferite ma il difficile obiettivo di realizzare un prodotto comunicativo che accontenti i diversi corredi linguisitici e culturali esistenti al mondo rimane una costante sotto-traccia di tutte le linee guida e si conquista una sua collocazione specifica nella sezione Bidirectionality. La questione è molto attuale, e lo sa bene Google che è un vendor naturale a livello globale, e non è solo la tecnologia digitale che rincorre le esigenze delle lingue ma a volte succede clamorosamente il contrario come nel caso di alcuni paesi che abbandonano il cirillico per il latino per comodità digitale.

Il suono come grande assente

Dunque tutto bello ed innovativo e performante? Insomma… se è vero che lo stesso Google si sta accorgendo dell’importanza delle ricerche vocali e si registrano alcuni spregiudicati esperimenti per forzare l’esperienza utente attraverso comandi vocali dove stanno indicazioni utili a riguardo nella Bibbia del Design di Google? A parte alcuni sani principi esposti nella succitatata sezione accessibilità riguardo alternative esperienziali per chi ha problemi sensoriali legati al visuale il suono e il suo design è il grande assente da queste linee guida malgrado sia l’audio l’esperienza sensoriale più intima e impattante che l’essere umano abbia mai provato nella sua storia ancor prima che fossero inventati i bit e malgrado l’attuale evoluzione del digitale sembri andare in un futuro prossimo di intelligenza artificiale!AI Artificial Intelligence – diffusa con la quale, molto probabilmente, interagiremo prevalentemente tramite comandi vocali…

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