L’Open Source del Colore

Procedure standard e strumenti Open Source per gestire ‘il colore’.

I colori, fisicamente, corrispondono a delle ricette (Pantone) ma su un piano digitale la loro visualizzazione e gestione diventa complessa anche se sinteticamente riconducibile ad una serie di principi e procedure standard udite-udite gestibili anche tramite
!software open source.

Una delle procedure più importante è calibrare il monitor per verificare che si comporti in maniera ‘nota’. Altra procedura importante è stabilire quale profilo colore utilizzabile ha il monitor rispetto alle attuali condizioni di luce ambientale grazie ad una sonda come ColorHug.

La gestione del colore e profili .ICC a monitor e per la stampa è un’attività complessa ma necessaria se si vuole interagire professionalmente in maniera corretta con referenti che hanno monitor con profili colore diversi oppure stampatori con stampanti che di nuovo hanno propri profili colori nonché risoluzioni dpi e taniche colore di tipo specifico.
Il principio più importante da capire è che lo spazio di colore Lab che include tutti i colori percepibili dall’occhio umano è difficilmente riproducibile e spesso ci si trova con dispositivi che fanno riferimento a uno spazio colore molto più ristretto come l’sRGB.
Con il software libero GIMP – GNU Image Manipulation Program – è possibile gestire il colore potendo scegliere fra realizzare immagini con profilo colore modesto per il Web, di profilo più evoluto per rese su schermi o videoproiettori più sofisticati o simulare la stampa (tutto cò se si riesce a sapere ed acquisire i profii colore .icc di riferimento dei vari dispositivi coinvolti).

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ebisenzi

Sono decenni che mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine. Enrico che se ti interessa un collaudo completo https://scaccoalweb.wordpress.com/collaudo-xs2web/ oppure anche solo un aspetto specifico di questo scenario in stile Inclusive Design... https://www.linkedin.com/in/enricobisenzi/

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