Algoritmo quotidiano

l'occhio di Hal 9000

Sono tanti gli algoritmi che regolano la nostra quotidianeità digitale: vediamo quali i più importanti ed innovativi.

Gli algoritmi regolano da sempre la nostra quotidianeità digitale: abbiamo conosciuto per primi quelli legati ai motori di ricerca (funzionali a far comparire risultati di ricerca presumibilmente funzionali alle nostre query) poi è stata la volta (venti anni dopo) di quelli social che regolano la nostra rete di relazione (speso e purtroppo relegandoci in una triste condizione di !Filter bubble). Nel mezzo ci stanno tutte ma proprie tutte le sfumature e gli istanti della nostra quotidianeità digitale sopratutto quelli considerati strategici dai grandi burattinai ovvero gli algoritmi che regolano le nostre attività economiche siano esse inconsapevoli (click su banner publicitari) che quelle evidenti (acquisti veri e propri).

Conoscere il funzionamento (presunto) di questi algoritmi risulta utile sia per diventare cittadini digitali maggiormente consapevoli sia per giocare le proprie carte nella filiera della comunicazione e dell’economia del digitale in termini di !(Artificial) UX Design ovvero in termini di design delle interfacce per far meglio comprendere (interpretare ed indicizzare) sistemi informativi online da !bot ed organismi digitali vari.

Algoritmi come www.autodraw.com che ci propongono soluzioni grafiche per i nostri schizzi accennati, software intelligente come lyrebird.ai per replicare la voce altrui, intelligenza semantica che basandosi su meccanismi di !machine learning rischia di replicare pregiudizi umani, accorgimenti per posizionarsi in maniera ottima su piattaforme di ecommerce come Amazon ma anche soluzioni antagoniste agli algoritmi mainstream come FlipFeed realizzato dal MIT per sperimentare esperienze utente opposte alla propria filter bubble così come filtri intelligenti per combattere il fenomeno dello !hate speech.

Addirittura algoritmi secondari sviluppati all’interno di quelle stesse major del digitale per combattere gli effetti indesiderati dei propri algoritmi primari: è il caso di Facebook che, per combattere la diffusione di !fake news all’interno dei propri !feed, sviluppa un algoritmo con funzione di fact-checking ovviamente automatizzato e quindi con inevitabili rischi di azioni di censura a livello di effetti collaterali indesiderati (oppure no? ;).

Giusto per non farsi mancare nulla arriva fresco-fresco l’allarme sulla minaccia robot niente meno che da Elon Musk: CEO di Tesla (auto elettriche automatizzate) e SpaceX (compagnia aerospaziale privata) che di bot e intelligenza artificiale se ne intende essendo parte strategica del suo core business.

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