Senso Digitale

Mentre i bot danno segnali di cercare coscienza di sé noi stiamo perdendo di vista le nostre potenzialità analitiche annegando in una sorta di deriva populista social.

Passa un autobus vuoto (in Norvegia) e come viene fotografato e diffuso sui social ecco che si scatena la fobia dell’invasione delle donne col burqa: eppure è solo un innocuo contrasto di colori e tessuti di sedili (VUOTI) che induce una moltitudine di cervelli – non più abituati a pensare ed analizzare ma bensì a vedere e  pensare quel che si vuol vedere e pensare – a trarre delle conclusioni palesemente sbagliate alimentando così pericolose convinzioni populiste derivate da !filter bubble estreme.

Contemporaneamente si diffonde la notizia dei primi casi di bot (software intelligenti) che dialogano fra loro in maniera incomprensibile agli umani: anche se la notizia è stata propagandata come improbabile tentativo di sistemi di intelligenza artificiale – !AI – di tramare alle nostre (di noi umani) spalle è stato un errore da parte di molte testate autorevoli e anti-bufalari di professione di etichettarla come !fake news. L’anti-bufalaro serio non deve cadere nella tentazione moralista di definire cosa è la verità ma piuttosto evidenziare notizie palesemente false e in quella notizia, di sistemi intelligenti bloccati perché stavano dialogando fra loro creando linguaggi incomprensibili agli umani, non c’era niente di falso: al di là di speculazioni mediatiche davvero si possano presagire scenari decisamente inquietanti. Mentre i bot si inventano linguaggi, e sempre grazie all’inventiva umana, provano a diventare liquidi per adattarsi a situazioni estreme Wikimedia lancia un allarme su come l’intelligenza artificiale verrà presto utilizzata per diffondere bufale in particolare per la generazione di video falsi apparentemente attendibili.

A questa offensiva bisogna saper rispondere con umanissime capacità analitiche senza però, ribadisco, cadere in tentazioni moralistiche di indicare quale sia la verità (concetto sacro ed imperfetto di per sé). Mi viene a mente la classificazione tout-court di bufala della notizia di “gatti utilizzati come inneschi per incendiare i boschi”: anche se forte e paradossale come inventiva incendiaria chi è nato o ha vissuto a Prato sa bene che è stata una feroce levata d’ingegno di molti imprenditori in difficoltà quella di cospargere di liquido infiammabile un gatto, dargli fuoco e poi riscuotere i soldi dell’assicurazione per il capannone bruciato ad arte e senza prove di inneschi artificiali ed allora perché definire sicuramente falsa una notizia solo perché appare estrema  – come hanno fatto in tanti in questa torrida estate? Piuttosto utilizziamo gli stessi strumenti dell’intelligenza artificiale in senso anti-bufala ma soprattutto diffondiamo una cultura dell’analisi critica basandoci pure su espedienti tecnici e tecnologici ma ancor più su validi principi umanistici quali quelli di accendere il cervello e farlo funzionare ma anche seguire quello che dice il proprio cuore e il proprio umanissimo istinto.

Da parte mia, modestamente, ho voluto dare un contributo aggiornando e fondendo il decalogo Hello Bot! per il riconoscimento di un sistema di intelligenza artificiale nel kit di verifica social CHI dice COSA distribuendolo a mo’ di ebook nei tre canonici formati:
http://www.infoaccessibile.com/CHI-dice-COSA.pdf
http://www.infoaccessibile.com/CHI-dice-COSA.epub
http://www.infoaccessibile.com/CHI-dice-COSA.mobi

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