il nuovo Gimp per il fotoritocco free

Dopo oltre sei anni di sviluppo esce la versione 2.10 dell’alternativa Open Source al fotoritocco professionale.

Gimp sta per Gnu Image Manipulation Program ed è un’alternativa a PhotoShop da sempre considerata come una preziosa opportunità free ma dalle prestazioni decisamente inferiori rispetto al prodotto professionale di casa Adobe. Con la versione 2.10 ora Gimp si rimette in pista dopo sei anni di sviluppo cercando di convincere la vasta platea di fotografi, fotoritoccatori, illustratori digitali e più in generale professionisti ed amanti dell’elaborazione di immagini digitali di essere diventato oramai un prodotto maturo, ancora in evoluzione, ma oramai da considerarsi come strumento di lavoro (ed ovviamente in salsa Open Source).

Vediamo insieme le migliorie realizzate e le nuove funzionalità:

  • tema nero ed icone ottimizzate e personalizzabili per schermi HiDPI;
  • elaborazioni delle immagini fino a 32 bit per canale-colore per una esportazione ottimale di formati file PSD, TIFF, PNG, EXR, RGBE  ma anche FITS fino a 64 bit per canale;
  • interventi sullo spazio colore ottimizzabili attraverso filtri, curve e livelli;
  • miglioramento della gestione del colore e possibilità di utilizzare profili colore ICC v4;
  • accorgimenti in termini di maggiore usabilità per la gestione di maschere e livelli;
  • analisi dello spazio colore Lab per valutare eventuali modelli fuori gamma e non applicabili su monitor e periferiche;
  • trasformazioni e gradienti colori realizzabili molto più semplicemente rispetto alla versione precedente;
  • aumentata notevolmente la precisione degli strumenti di selezione;
  • strumenti di input di testo migliorati per le lingue CJK (cinese, giapponese e coreano) ed altre lingue non occidentali;
  • migliorati ed introdotti nuovi strumenti per la pittura digitale;
  • molto più articolate e semplici le procedure di miglioramento delle fotografie digitali realizzate a cominciare dalla possibilità di evidenziare e correggere eventuali aree sovra o sotto-esposte;
  • la gestione dei file in svariati formati è decisamente migliorata comprese le modalità di esportazione in PDF;
  • i meta-dati, finalmente, si possono visualizzare ma anche facilmente modificare.

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ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

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