le Url, Google ed i mille modi di accedere e vedere il Web

By Fabio Lanari - Internet1.jpg by Rock1997 modified., CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=20995390

Google ha dichiarato guerra alle url ma sarebbe stato meglio dichiarare guerra all’uso acritico ed inconsapevole del Web.

Ha fatto scalpore una dichiarazione di Google contro l’inefficacia delle url di rappresentare il Web e sarà interessante vedere se e quale alternativa verrà prossimamente proposta sperando di non veder consolidare una pratica di Big G di imporre suoi standard e dipendenze come ha di recente fatto con il progetto AMP.

Il vero problema rimane però non lo standard di rappresentazione delle URL ma come le medesime (alias indirizzi web) sono spesso utilizzate in maniera impropria ed, in alcuni casi, addirittura disorientante.

Caso clamoroso che si trascina da almeno tre anni è quello del comparto Afam di un ente governativo importantissimo come il Miur: malgrado sia una vetrina assolutamente importante anche per chi deve essere informato, ad esempio, sui concorsi e bandi utili per uscire dal precariato offre ben tre diverse index-homepage e precisamente una corrispondente all’url http://www.afam.miur.it ed altre due con diversa strutturazione e diversa informazione in primo piano corrispondente alle url https://afam.miur.it ed http://www.miur.gov.it/web/guest/afam-alta-formazione-artistica-musicale-e-coreutica1 (?!?)

tre-diverse-schermate-afam

Eppure il fantastico progetto di auto-formazione designers Italia – dalla parte dei cittadini non manca di linee guida in tema di accessibilità – sì perché stiamo esattamente parlando di accesso al Web nella sua prima opportunità di digitazione ed interpretazione di un indirizzo… – ma sono spesso i webmaster o gli amministratori in generali a disperdere in maniera irrazionale le proprie energie e quindi a generare disorientamento nell’utenza finale.

Eppure, gdpr a parte, nella PA dovrebbe essere spirare forte una policy di !redirect 301 al fine di concentrare navigazioni ed attenzioni su homepage ed informazioni particolarmente strategiche (anche se questo apparentemente possa apparire come argomento SEO che peraltro si interseca naturalmente con l’accessibilità Web!).

Ma è proprio quello che manca spesso: una cultura critica troppo spesso sostituita con il linguaggio o plugin o la procedura di moda del momento.

Torniamo per esempio a bomba sull’argomento accessibilità e proviamo ad esaminare con maggiore attenzione il livello di accessibilità di https://afam.miur.it con uno dei plugin più innovativi ed interessanti ovvero Axe (an open source rules library for accessibility testing). Orbene non solo Axe mi genera una criticità in termini di falso positivo evidenziando un possibile errore di contrasto rispetto ad un’immagine di sfondo che peraltro non impatta sul testo ma non è neanche in grado di riconoscere una piccola criticità in termini di !alternativa testuale relativamente al banner grafico dell’header che viene ridotto al solo valore semantico di “Alta Formazione” e non seguito anche dalle significative parole “Artistica e Musicale” percepibili peraltro nella sua forma grafica.

banner-analizzato-da-axe-plugin

Insomma ed in definitiva più senso critico nel fare le cose aggiungerebbe valore aggiunto alla moderna comunicazione Web senza bisogno di linguaggi o plugin must. ;-/ (faccina che ammicca sardonicamente).

post scriptum
a proposito di ‘pluggite’ e comunicazione Web comodissimo l’add On per FIrefox Fontanello che mi svela tutto sulle scelte ‘tipografiche’ e font della pagina Web che sto visitando...

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ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

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