Risorse e strumenti per l’accessibilità

Un tool tira l’altro, una risorsa informativa tira l’altra come per le ciliege… la tematica dell’accessibilità è una continua scoperta grazie anche a preziosa risorse scientifiche anglosassoni.

Da Scientific American in poi per passare a tante riviste e libri in lingua inglese mio padre mi ha insegnato fin da giovane ad apprezzare la capacità di sintesi comunicativa dei testi divulgativi scientifici in lingua inglese redatti negli Stati Uniti ma anche nel Nord Europa. E questa tradizione si rinnova in età matura per me sulla tematica dell’accessibilità digitale  grazie ad iniziative come web.dev o portali come WE ARE COLORBLIND.

La capacità di andare al sodo di questi testi evidenziando la diffusione del problema dell’interpretazione dei colori (4% della popolazione mondiale perlopiù maschietti), di analizzare interfacce di utilizzo comune (come può essere Spotify ad esempio) e proporre esempi di codici alternativi (ad esempio per chi utilizza tastiere oppure screen-reader) è ammirevole.

Nel mondo anglosassone, inoltre, non solo i ricercatori tengano in grande considerazione la questione dell’accessibilità ma le più grandi major del digitale – come instagram – utilizzano algoritmi e possibilità di intervento manuale per realizzare, rispettivamente, descrizioni ed alternative testuali a conferma di uno scenario di UI & UX Design sempre più contraddistinto dal binomio human / not human.

Per i perfezionisti del codice il plugin AInspector WCAG sviluppato, manco a dirlo, da un ricercatore dell’Università dell’Illinois.

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ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

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