Fermate il Link! Voglio scendere…

Il Web sta impazzendo di novità ma anche censure e tasse da togliere il fiato!

A proposito del sancta sanctorum di Internet – ovvero il link – la novità arriva da Sua Maestà Google che sta lavorando alla possibilità di realizzare collegamenti diretti ad un punto preciso di una pagina Web pur senza l’esistenza di ancore ipertestuali vere e proprie ma esaltando contenuti testuali significativi e da essi costruendo link virtuali!?! Per chi conosce bene Google e il suo !webmaster tool non suona poi così tanto fantascientifico dato che la schematizzazione dei dati può essere fatta appunto da Google Search Console anche attraverso una sorta di apprendimento del sito Web in analisi evidenziando dei tratti significativi che, pur senza marcature, vengono segnalati a Google meritevoli di schematizzazioni attraverso appositi vocabolari di schematizzazione. Sarebbe peraltro una vera e propria rivoluzione introducendo la possibilità di incidere sul paradigma sacro del Web – ovvero il link – dando la possibilità all’utente finale non in quanto webmaster ma in quanto browser di crearlo ex novo: questo da una parte significa che quanto più le !parole Abracadabra ospitate su un sito Web saranno meritevoli di interesse e più i siti Web attireranno attenzioni e quindi visite ed il tutto all’interno del macro-cosmo Google (motore di ricerca + browser) che se il tutto prenderà piede acquisirà ancora più potere.

A proposito di poteri – deboli, forti o semplicemente innervositi – buon ultimo il Ciad sempre più paesi si apprestano a limitare l’accesso e la fruizione ad Internet ma quel che più colpisce è la Russia dove è stato deciso di realizzare una zona Internet autonoma alla bisogna staccabile dal resto del mondo e comunque e molto più facilmente controllabile. Stiamo dunque uscendo dall’idea che avevamo (Cina a parte) di una Internet che collega tutto il mondo con un click e questo, anche culturalmente, rappresenta di sicuro un deciso passo indietro per l’umanità.

Non solo sovranismi digitali ma sempre più tasse e regole che si apprestano a limitare l’agibilità del Web: basti pensare alla riforma del Copyright e dei link in imminente approvazione in Europa… da una parte i filtri in upload di contenuti alla ricerca di violazioni del copyright produrranno inevitabilmente strozzature anche irrazionali (grazie sicuramente ai cosiddetti falsi positivi) ma al tempo stesso nuove opportunità per chi produce contenuti originali, dall’altra l’obbligo di riconoscere agli editori da parte degli aggregatori (Google compreso) porteranno un po’ di ossigeno ad un settore in crisi che però potrebbe anche soccombere a causa di abbandoni clamorosi (Google News ha chiuso in Spagna nel 2014 per ragioni simili e di certo il settore non ne ha giovato…) e di nuovo, il tutto si deciderà sull’esistenza o meno di link.

D’altro canto esistono le regole e poi le consuetudini e stili di vita per cui viviamo in un’era in cui buona parte dell’umanità gira con uno smartphone in tasca vera e propria antitesi del concetto di privacy arrivando al paradosso che il medesimo sempre più spesso attiva random registrazioni audio delle nostre conversazioni: non solo grazie al nostro comportamento-browsing ma grazie a geo-localizzazioni ed informazioni spontaneamente cedute non siamo noi stessi nodi della Rete? E se qualcuno clicca su di noi cosa sucede? ;-/

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