le Mille forme digitali del RACCONTARE

In quante maniere diverse si può raccontare grazie al “digitale”?

Si può rispondere in tante maniere e dipende dalla fantasia dell’autore che deve scrivere-immaginare il racconto ma anche dalle conoscenze che il medesimo ha rispetto alle emergenti opportunità della comunicazione digitale. Di seguito tre esempi ed inutile dire che tutti e tre soddisfano correttamente le esigenze dei rispettivi obiettivi comunicativi, specifici target di riferimento (personas) e contesti tecnologici ma anche sociali in cui vengono sperimentati.

Con i segni

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Il progetto StorySign ideato da Huawei interpreta l’opportunità dello !storytelling mettendo a disposizione un’applicazione compatibile con tutti gli smartphone Android e rivolta ai bambini sordi o affetti da problemi all’apparato uditivo trasformando il testo di un racconto in lingua dei segni.

Con le carte da gioco

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Incredibile ma vero alla start-up uxgo è venuto in mente di superare l’abituale imbarazzo che si sperimenta quando si incontra la prima volta un potenziale cliente e gli si chiede come vorrebbe strutturare il proprio sito Web tirando fuori un mazzo di carte! Il gesto provocatorio ma amichevole di “giocare a carte” diventa uno stimolo a farsi raccontare come si vorrebbe un sito Web per poi, con un escamotage di !realtà aumentata, veder trasformare la disposizione delle carte in un prototipo funzionante di sito Web!?!

Senza vedere

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Molto interessante la confessione del prolifico blogger non vedente Valter Scarfia che ci confida come l’esperienza uditiva di un non vedente sui treni moderni sia diventata molto più ‘asociale’ avendo perso l’abitudine di conversare l’un l’altra e prediligere l’interazione compulsiva con il proprio smartphone: una perdita di racconti che erano percepiti più facilmente in anni passati da chi non può godere della visione delle cose e deve raccontarsi il mondo che percepisce intorno principalmente grazie al solo udito.

 

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ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

Categorie accessibilità,Comunicazione DigitaleTag , Lascia un commento

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