Accessibilità ‘aumentata’

uno smartphone di fronte ad un'antica costruzione offre informazioni aumentate

Come definire un’#accessibilità che diventa sempre più interoperabile e che investe tutti i campi della comunicazione digitale?

Quando si parla di accessibilità spesso si riconduce il tutto ad una linearizzazione e trasformazione in testo di una pagina Web a favore di persone non vedenti: in realtà la tematica è molto più complessa e le mille sfumature che compongono il topic accessibilità rendono questo argomento affascinante ed al tempo stesso ci fanno capire come qualsiasi soluzione accessibile possa tornare utile a tutti.

Hashtag accessibili

Gli hashtag inventati da Twitter e che oramai spopolano in qualsiasi piattaforma social dovrebbero sempre essere scritti in forma accessibile ovvero con le lettere iniziali che compongono le diverse parole in MAIUSCOLO come ad esempio #WebAccessibility rendendo il tutto più intellegibile per qualsiasi persona ma in particolare anche agli screen-reader ad uso e consumo di persone non vedenti – oltre ad essere maggiormente comprensibili per le persone dislessiche e con deficit cognitivi.

Documenti Office

Anche quando si scrivono dei documenti Office ad esempio con Word o PowerPoint (ma ricordatevi che esiste Libre Offfice 😉 sono molteplici gli elementi da ottimizzare per renderli maggiormente accessibili così come ci suggerisce la preziosa checklist di WebAim: titoli, immagini, tabelle, contrasti di colore, collegamenti ipertestuali.

Accessibilità Aumentata

Ma l’esempio più sorprendentemente laico di come le major del digitale stanno interpretando la questione accessibilità in maniera interoperabile ci arriva da Microsoft (che vanta peraltro un’antica tradizione di impegno in questo campo…) che rilascia con approccio Open Source due strumenti molto utili e sorprendenti: uno in particolare trattasi di un’applicazione – Seeing AI – sviluppata esclusivamente per iPhone – lo smatrphone fino ad oggi preferito dai non vedenti – che consente di interpretare a livello audio ciò che viene inquadrato davanti allo schermo fornendo informazioni supplementare sugli oggetti che vengono ‘toccati’ sullo schermo. AI ovviamente sta per Artificial Intelligence perché il sistema è così sofisticato che riesce a capire l’umore delle persone inquadrate sullo schermo e descriverlo alla persona non vedente che se lo trova davanti!?! L’altro strumento è l’ennesima suite di analisi di interfacce digitali – Accessibility Insights – sotto il profilo dell’accessibilità sviluppata stavolta per Windows ma anche sotto forma di plugin per Chrome (dopo l’abbandono del progetto Edge da parte di Microsoft).

Analisi manuali ed analisi automatizzate

Una paziente ed umanissima analisi manuale di una pagina Web sotto il profilo dell’accessibilità è indispensabile e non sostituibile da qualsivoglia tool di analisi automatizzata ma è pur vero che gli standard di accessibilità stanno diventando sempre più complessi e, ad esempio, le novità introdotte dal Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1 recentemente pubblicate anche se ancora non sostituiscano a livello normativo le precedenti 2.0 sono molto più esigenti (diversi orientamenti del dispositivo, contrasti efficaci anche per elementi non testuali, spaziature fra gli elementi testuali, eccetera) ed allora può risultare utile avvalersi del complesso e variegato scenario di validatori liberamente disponibili. Fra questi, uno degli ultimi arrivati Web Accessibility di LEVEL ACCESS si è distinto nei test di prova effettuati per aver rilevato le condizioni di inaccessibilità (mancanza di alternative testuali) di alcune immagini realizzate in grafica vettoriale (il resto dei validatori riesce più facilmente ad analizzare immagini bitmap ovvero relativo markup html).

Published by:

ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

Categorie accessibilitàTag Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...