Sempre più Regole e sempre meno Contenuti

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L’impressione è quella di un Web emergente fatto sempre più di contenuti effimeri e poco ragionati dove la Memoria non esiste più e le regole sono sempre più stringenti: a favore o a sfavore di chi è ancora da capire con precisione.

E’ passata la Direttiva sul Copyright ma non è molto utile ragionarci sopra fino a quando non vedremo le singole implementazioni di ogni Stato Europeo: certamente è una svolta importante in senso proibizionista nella trasmissione e gestione online dei contenuti.

Nel frattempo sono proprio i contenuti ad evaporare inaspettatamente dal Web davanti ai nostri occhi: i Subsonica non hanno fatto a tempo a rimpiangere e provare ad aggiornare il loro spazio su MySpace che è arrivata una notizia veramente ferale… quello che è stato il primo social di massa (e nello specifico amato da musicisti e fan di gruppi musicali) è scomparso per una banale migrazione di server (che poi banale non è mai beninteso…) portandosi dietro nel proprio oblio dodici anni di storia  e cinquanta milioni di pezzi musicali (successivamente Archive è riuscito a recuperarne quasi mezzo milione…).

Sconvolgente se si pensa che è stato un pezzo di storia di una generazione intera di appassionati di musica ed uno dei primi sperimenti di condivisione social.

ma che cazzo di memoria gli passiamo ai nostri nipoti se basta una migrazione da un server all’altro per far fuori il lavoro di archiviazione di 12 anni…!?!?!?!

(Il francesismo di un mio caro amico che si sfogava con me al telefono appena saputo della scomparsa di MySpace rende bene l’idea dello sconcerto di coloro che hanno a cuore il concetto di MEMORIA rispetto ai recenti trend della gestione dell’informazione digitale… ).

Nel frattempo regole e regoline spuntano come funghi: non si sa bene come comportarsi né come utenti né come fornitori di informazione e non sappiamo neanche bene cosa ci troviamo di fronte – allo schermo – o cosa ci potremmo trovare se le regole fossero diverse o non ci fossero affatto. Esempio interessante è il database Lumen che ci mette in condizione di capire quelli che sono le informazioni filtrate sui risultati di ricerca a causa delle normative sul Copyright esistente o ancor di più l’estensione Ibit che permette di poter visualizzare sulla SERP anche i risultati proibiti (brrr….).

Il problema è che se passa questa sensazione di effimero ed indeterminato su ciò che ci può apparire sullo schermo potrebbe passare, non troppo subliminalmente, il principio che qualsiasi cosa che scrivo conta solo sul momento e quindi non ha molta importanza anche perché destinata a scomparire: forse è anche per questo che tante esternazioni social sono di così bassa qualità e tendenti sempre più all’hating e al delirio qualunquista?

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