Web tracking e Pubblica Amministrazione

I codici di tracking rappresentano un problema di sicurezza e lentezza per l’utente finale: eppure nella PA italiana abbondano.

La notizia della scansione da parte di Cookiebot dei principali siti Web delle PA europee con conseguente report che evidenzia come i siti Web di tipo ‘pubblico’ sono infarciti di varie tipologie di script di tracking ha catturato l’attenzione per un ‘batter di ciglio’, scomparendo subito dopo dall’orizzonte del mare magnum di news che si presenta davati ai nostri schermi/occhi quotidianamente.

Eppure, è una notizia che merita una riflessione critica considerato che dall’analisi emerge che alcuni siti Web particolarmente ricchi di tracking che quindi regalano alcune nostre preziose informazioni a terze parti (private) riguardano settori particolarmente delicati come quello della salute. Da sottolineare come gli script di tracking oltre ad essere intrusivi sotto il profilo della riservatezza rallentano anche iil rendering delle pagine Web significativamente. Per i poco informati poi che possano obiettare come servizi di monitoraggio stile Google Analytics siano inevitabili ricordo che esistono alternative Open Source come matomo.org che consentono peraltro di poter scaricare il servizio di web analytics direttamente sul proprio server senza sottostare necessariamente ad una trasmissione dati verso “terze parti”.

Comunque, tornando all’allarme lanciato dall’azienda danese, ho voluto fare una prova direttamente su una manciata di siti Web rappresentativi dei vari gradi di intervento pubblico, utilizzando l’utilissimo browser Brave che consente di avere consapevolezza e completo controllo sui meccanismi di condivisione delle informazioni durante la navigazione Web:

  • in alto alla classifica, per l’appunto, salute.gov.it con 7 tracker rilevati;
  • segue regione.toscana.it con 5 tracker rilevati;
  • comune.livorno.it 4 tracker;
  • governo.it e uslnordovest.toscana.it alla pari con un tracker rilevato;
  • garanteprivacy.it nessun tracker rilevato (evviva!).

Quasi la totalità dei tracker rilevati fa riferimento alla galassia di servizi Google e colpisce alla luce dell’annuncio clamoroso di Alphabet di penalizzare gli smartphone Huawei proprio per motivi di sicurezza e privacy!?!

Che fare dunque? Sottostare passivamente alle paturnie ed inefficienze di turno di privati e pubblico?

In realtà oltre al succitato Brave (il coraggioso) anche il browser campione dell’Open Source Firefox ci suggerisce una serie di strumenti interessantissimi per prendere consapevolezza e addirittura difenderci efficacemente da tracker e manipolazioni online a maggior ragione ora che si avvicina l’appuntamento elettorale delle europee ed è scontato che si intensificheranno azioni di massa di propagazione di fake news e costruzione di informazioni manipolate ad personam: Facebook Container Extension cerca di limitare il tracking quando comunichiamo su Facebook (e il caso The Cambridge Analytica si spera abbia illuminato le coscienze) mentre Botcheck.me addirittura cerca di segnalarci quegli account twitter che stanno facendo spudoratamente propaganda.

Una testa, un browser, un voto? Mah… direi piuttosto una testa, più browser, tanti strumenti e molte opportunità di sviluppare pensieri critici diversi fra loro nella speranza che il tutto serva a costruire un mondo migliore e meno tecno-diretto.

 

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ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

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