Visioni artificiali – Prospettive umane

L’intelligenza artificiale interagisce con i tanti dati che oramai creiamo incessantemente ma anche con il concetto di creatività facendoci intravedere delle prospettive future inedite.

Sull’intelligenza artificiale si potrebbe disquisire ed approfondire infinite direzioni di sviluppo: quelli che seguono sono frammenti di informazioni e riflessioni su quali forme prenderà l’intelligenza artificiale, come è capace di interpretare grandi moli di dati ma – con esiti decisamente diversificabili – e su come può essere utilizzata per finalità creative.

Si può parlare oramai tranquillamente di intelligenza artificiale diffusa considerato le tante forme di algoritmi con cui interagiamo quotidianamente durante il nostro vissuto che oramai non ha più senso specificare digitale in quanto tutto il nostro vissuto quotidiano è caratterizzato costantemente dalla presenza di procedure e dispositivi digitali. Non mancano in questo periodo storico eccellenti prime volte come nel caso del fake video della Pelosi che, creato ovviamente da bot, ha diffuso con successo un’immagine letteralmente alterata della speaker della camera statunitense a cui hanno dato credito, erroneamente, in tantissimi. Si parla addirittura della necessità di dare un corpo all’AI oppure di evitare addirittura la diffusione (per ora) di certe soluzioni algoritmiche in quanto troppo intelligenti e capaci di deformare la percezione della realtà a noi umani!?!

Peraltro siamo proprio noi umani non solo a determinare le regole algoritmiche ma anche l’organizzazione dei Big Data la quale, a sua volta, può determinare un certo tipo di orientamento o meno nell’analisi intelligente degli stessi dati ed è per questo che sarebbe utili prendere dimestichezza con tool di visualizzazione ed estrapolazione dati.

In ogni caso, non è neanche opportuno drammatizzare questa evoluzione dei rapporti fra coscienze umane ed intelligenze artificiali anche perché stanno emergendo, indubbiamente, tante applicazioni utili chessò per superare divide linguistici, ma anche a scatenare la nostra creatività – perché no musicale – fino a veder nascere esperimenti artistici come iaqos di contaminazione fra dati, intelligenze artificiali ma anche collettive per migliorare la vita di quartiere (nello specifico quello di Torpignattara di Roma).

Che siate tecno-feticisiti o drammaticamente luddisti l’invito è quello di non far finta che non stia accadendo niente perché, invece, molto sta cambiando intorno e dentro di noi ed allora ben vengano riflessioni critiche come quelle derivante da un hacktivist di lunga data, Denis “Jaromil” Roio che ci invita a non sottovalutare la sovranità emergente degli algoritmi.

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ebisenzi

Da oltre venti anni mi occupo di studiare le problematiche di accessibilità, usabilità, reperibilità ed organizzazione dell'informazione digitale assistendo persone, enti pubblici e privati nella impostazione o restyling di interfacce e progetti di comunicazione digitale proponendo provocazioni culturali sul blog https://scaccoalweb.wordpress.com

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