Contenuti brevi ma coinvolgenti

La selezione dei contenuti va effettuata non solo su principi di brevità oppure in termini decorativi ma pensando alla suggestione, al coinvolgimento e quindi alle riflessioni o addirittura alle azioni che potrebbero indurre.

Bella questa riflessione di Luca Rosati (che a sua volta si ispira ad atri autori come la scrittrice e blogger Yvonne Bindi) su quali parole scegliere per comporre i contenuti testuali delle nostre interfacce.

La scelta obbligata è quella di produrre poco, necessariamente, nell’era della compulsività piuttosto che dello scanning – che sostituiscono riflessioni e letture approfondite di un tempo – ma ciò non vuol dire che un testo (ma il ragionamento potrebbe essere efficacemente esteso al concetto più generico di contenuto) non debba essere di qualità e soprattutto capace di suggestionare, coinvolgere e addirittura chiamare all’azione, nel senso delle agognate interazioni e !conversioni.

Realizzare ed assemblare contenuti=parole che evocano colori, odori, immagini e suoni nella nostra testa vuol dire caratterizzare quanto da noi prodotto (sito web, app, ebook…) in maniera tale che non solo sia in grado di suggestionare il nostro interlocutore ma anche coinvolgerlo verso una qualsivoglia azione e, contemporaneamente, farsi notare ed indicizzare più efficacemente dalle entità artificiali che interagiscono con contenuti originali per presentarli in maniera più coinvolgente possibile ad interlocutori di bot, soocial network ed assistenti vocali.

In fondo, sintesi non vuol dire breve ma significa comporre, mettere insieme, in relazione ed è quello che le parole fanno da millenni (con l’aiuto della Rete da qualche anno a questa parte).

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ebisenzi

Sono decenni che mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine. Enrico che se ti interessa un collaudo completo https://scaccoalweb.wordpress.com/collaudo-xs2web/ oppure anche solo un aspetto specifico di questo scenario in stile Inclusive Design... https://www.linkedin.com/in/enricobisenzi/

Categorie Comunicazione DigitaleTag , Lascia un commento

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