Irrompe il Suono nel Material Design

Finalmente sua maestà Google prende in considerazione il suono come elemento di progettazione per la sua filosofia di Material Design: ecco perché è così importante.

Un assente eccellente dalla filosofia di progettazione delle interfacce digitali ideata da Google e denominata !Material Design era il suono ed è per questo che è una vera e propria notizia che da poche settimane si possano trovare presso material.io/design/sound/about-sound.html – attenzione anche alle sezioni di approfondimento proposte – una serie di suggerimenti per valorizzare i momenti audio nella UX digitale.

Che l’audio sia poi importante e che lo sarà sempre di più per la nostra quotidianità digitale è dimostrato dalle previsioni di crescita di interazioni con dispositivi digitali quali smartphone e ancor più assistenti vocali domestici che sono già entrati, letteralmente, nella vita e nelle case di molte persone.

Non sorprende più di tanto, quindi, che stiano nascendo piattaforme come solo.fm pensate apposta per la “distribuzione di contenuti per voice assistant e smart speaker” ma viceversa sorprende, eccome, il livello di attenzione ed ascolto che hanno le major del digitale su come stiamo utilizzando questi strumenti rivelando, ad esempio, intimi atteggiamenti sessisti e misogeni verso queste vocine che scopriamo preferire coniugate al femminile per il piacere di dare ordini ad una entità femminile e, nel 5% dei casi, con accezione di molestia sessuale!?!

Piccoli parallelepipedi high-tech stanno invadendo le nostre case e la nostra privacy rivelando attitudini ed atteggiamenti su cui vale la pena riflettere, così come vale la pena riflettere su come mai siamo così ben disposti a metterci dei piccoli grandi fratelli (pardon ‘sorelle’) in casa con i quali intrattenere improbabili conversazioni così poco politically correct.

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ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

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