Loghi sempre più semplici e leggibili

Material Design docet i loghi di molte aziende decisamente importanti sono evoluti in una forma maggiormente leggibile e semplice.

Ebbene sì sembra proprio che la filosofia del Material Design di Google abbia fatto scuola e che il suo accorato, e scientifico appello ad adottare una filosofia di design, anche dei loghi, all’insegna della massima semplicità e leggibilità abbia fatto breccia fra molte major nel mondo.

Il browser di casa Microsoft conferma una politica di avvicinamento all’Open Source decidendo di uscire con una versione per il sistema operativo Linux (adottando il motore Chromium)  e celebrando la scelta con un restyling del proprio logo che si allontana dalle fattezze di una e (e come explorer e poi come edge) ed alludendo più semplicemente ad una sorta di vortice (assomigliando un po’ a Firefox ammetterete…).

Ma sono tanti gli esempi di loghi che si semplificano e diventano maggiormente leggibili: Volkswagen azzera alcuni sfondi e alleggerisce la forza d’asta; Yahoo aumenta la forza d’asta ma opta per le minuscole (notoriamente più leggibili rispetto alle maiuscole), Dazn diventa meno spigoloso e quindi, anch’esso, più leggibile; Mastercard (stile Nike) opta per conservare nel logo i soli due cerchi colorati intersecanti (senza scritta); Ikea è quella che presenta la modifica minore ma non per questo meno interessante… ricollocando il TM posto inizialmente all’esterno dell’ellissi a mo’ di accento di attenzione sul famoso brand.

Unica eccezione Desigual che opta per la tecnica della pietra d’inciampo e rafforza la scelta della s orientata RTL ed orientando tutta Desigual da destra verso sinistra prendendosi il vezzo di aggiungere un punto di chiusura all’estrema sinistra (quasi a suggerire all’utente finale il diseguale orientamento di lettura del marchio).

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ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

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