Luce, colore, ovvero Arte

Le nuove tecnologie telematiche ci consentono di visitare musei e gallerie ‘a distanza’ proponendoci anche nuove forme di interazione ma non bisogna mai dimenticare che la luce ed i colori sono fattori determinanti per poter apprezzare, visualmente, qualsiasi opera d’arte.

In questa epoca di ‘distanziamento sociale’ l’illuminata direzione teutonica degli Uffizi ha pensato bene di investire nella comunicazione digitale allestendo, in maniera semplice ma molto efficace, dei percorsi di visita virtuali alle tante collezioni ospitate da questo fantastico sistema museale fiorentino senza fra l’altro dimenticare i giovanissimi con i quali interagire attraverso video ironici su Tik Tok.

Sempre a Firenze, ma al Palazzo Medici Riccardi, la straordinaria decorazione della Cappella dei Magi realizzata da Benozzo Gozzoli nel Quattrocento viene valorizzata attraverso un nuovo tipo di illuminazione mettendo ancor più in risalto figure e colori (i colori… gioia e dolore della comunicazione digitale alla continua ricerca di una loro corretta interpretazione su miriade di dispositivi con diversi spazi-colore…).

Dall’Italia Al Regno Unito dove il fantastico British Museum continua a sorprenderci con le sue politiche innovative volte ad una contaminazione culturale sempre più efficace grazie anche agli strumenti della comunicazione digitale:  la notizia dell’applicazione della licenza creative commons alle quasi due milioni di immagini di buona qualità liberamente riutilizzabili – vedi esempio – per fini non commerciabili (con obbligo di attribuzione beninteso) è sicuramente una buona notizia per tutte/i coloro che hanno a cuore l’arte, la luce ed i colori che riesce a trasmetterci attraverso uno schermo digitale ma ancor più le emozioni che riesce a donarci se abbiamo la fortuna di poterla ammirare dal vivo.

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ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

Categorie Comunicazione Digitale,media education,memoria digitaleTag , , , , Lascia un commento

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