storytelling e agit-prop fra social e motori di ricerca

Che sia una località od un libro sono i social ed i motori di ricerca a cambiare le regole del gioco in fatto di storytelling e marketing.

A detta della nota Ninja Academy sono i luoghi stessi, con la loro stessa essenza e quindi con la loro capacità di comunicare una determinata geo-localizzazione ad indurre UGC ovvero User Generated Content e quindi auto-promuoversi soprattutto se riescono ad intercettare od ospitare cosiddetti !place influencer: quindi uno storytelling un po’ spontaneo, un po’ indotto-manipolato, che riesce in ogni caso a far conoscere determinate località od attività territoriali attraverso metriche e ritmiche dettate dalle geo-referenziazioni.

filtro-blu-instagram

Ancor più inaspettate le trovate che possiamo scoprire a favore della promozione delle attività editoriali: di nuovo motori di ricerca inventandosene  uno, decisamente improbabile, che rende sempre lo stesso risultato-libro ad una domanda-query di interesse sanitario ma soprattutto i social e quindi il filtro Instagram L’influenza del Blu che consente al visitatore del profilo instagram di essere catapultato nella scena-clou dell’omonimo romanzo, ambientazioni cromatiche incluse.

Quindi sudditi-utenti dei grandi mediatori digitali, social e motori di ricerca, che con un po’ di fantasia possono essere oggetto però di !defacement e manipolazioni varie al fine di cercare una propria via come autori od editori all’agognata “fama”, in maniera, magari, fantasiosa ed autonoma e, così, rispondere ai tanti tentativi dei medesimi social e motori di ricerca che ci propongono sempre più spesso improbabili metriche, chissà perché, da rispettare a-criticamente.

La circolarità di esperienze cross-device sottolineata da Luca Rosati con il neologismo OnLife è ciò che ci aspetta dietro l’angolo della prossima innovazione digitale? Oppure dobbiamo imparare a creare-inventare pratiche di !cultural disruption al fine di hackerare ciò che ci viene proposto e rimontarlo secondo nostri bisogni ed esigenze?

Published by:

ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

Categorie Comunicazione Digitale,digital marketingTag , Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...