Un assaggio di consapevolezza Cyber che lascia l’amaro in bocca

Un finale tutto da scrivere per un manuale di consapevolezza cyber che non dovrebbe mancare nella biblioteca di noi, mediamente, inconsapevoli del Web.

Nell’introduzione sembra quasi di essere accompagnati per mano da Ginox, personaggio forte e gentile della scena hackara italiana, in un sentiero che a noi pareva così comodo e rassicurante ed invece circondato da oscure presenze e complotti governativi o liberisti in cui noi giochiamo il ruolo della carne da macello.

Poi, fortunatamente, il tono si fa auto-ironico testimoniando una serie di spassosi inconvenienti sui sistemi di instant messaging, il primo dei sistemi telematici psico-analizzati in Cyber Bluff: storie, rischi e vantaggi della Rete per navigare consapevolmente.

E già nel primo capitolo si trovano alcune affermazioni fulminanti, decisamente efficaci per chiarire alcuni aspetti dell’utilizzo della Rete, ne cito alcune ma accattatevi il libro dalla vostra libreria indipendente di fiducia anche solo per il piacere di leggere le utilissime spiegazioni dei tanti pericoli informatici ben sintetizzati e spiegati nel capitolo malware e da cui è praticamente impossibile difendersi.

Si utilizza Whatsapp “perché è comodo e tutte le persone lo hanno”.
Una piattaforma social offre servizi più o meno utili o gratuiti in cambio di una profilazione continua.
Tutto inizia con un servizio di solito gratuito che offre qualcosa di comodo che si auto proclama indispensabilmente innovativo.
Internet nasce come rete controllata e controllabile, dove il tracciamento della comunicazione è considerato condizione sine qua non, auspicabile, una feature, non un problema.

Il messaggio di fondo, fin dal primo capitolo è chiaro, siamo noi la merce, i nostri dati e le nostre relazioni ed il riferimento ossessivo che fa Ginox al “corpo” è azzeccatissimo: riportare al centro i nostri muscoli-grassi-chili-epidermidi ci aiuta a ricordare e quindi a prendere consapevolezza che ciò che svolgiamo tramite tastiera e monitor non è niente di virtuale ma bensì “materico” soprattutto nelle sue conseguenze economiche così come (molto) materica è la Rete fatta di cavi transoceanici, satelliti e mastodontici data center.

É come se non fossero le nostre anime ad essere manipolate dai social e compagnia bella ma i nostri corpi che assorbano questa comunicazione avvolgente e comunque “pornografica” che rende tutto ‘profittevole’, compresa la crittografia che nasce come afflato libertario e di autotutela e diventa il canale privilegiato per l’e-commerce.

É un libro piccolo ma prezioso così come il kit scaricabile tramite QR Code (già ma chissà dove saranno finiti i miei dati scaricandolo da smartphone on l’applicazione di Kaspersky… ed a proposito di consapevolezza cyber QR vuol dire Quick Response chiedetevi sempre il significato degli acronimi…) e nella sua “brevità” sta la sua forza (l’ho letto in una serata) e la sua debolezza come quella di non soffermarsi a descrivere approfonditamente alcuni straordinari personaggi citati come Turing che aiutò il ‘mondo’ a sconfiggere il nazismo contribuendo a decrittare Enigma e fu ricompensato spingendolo al suicidio per la sua omosessualità.

Lettura indispensabile ma lascia l’amaro in bocca, perché molto è incompiuto ed i consigli tecnici rilasciati sono di improbabile applicazione per i più e soprattutto manca un ‘messaggio’ di speranza: cosa ci salverà, caro Ginox, l’amore per la Natura e l’ambiente che ci porterà a sabotare le centraline di BitCoin? L’amore per la conoscenza ed il software libero che continuerà a darci forza per mantenere alternative alle deleghe in bianco al Cloud della major digitale di turno?

Vado a letto stanco, dopo aver spento la televisione… uno zapping di film di bassissimo livello trasmessi da uno storico servizio di streaming satellitare mi ha quasi disgustato e comunque convinto nuovamente della debolezza della comunicazione mainstream… un po’ spaventato dal fosco scenario dipinto da Ginox e dalla mancanza di un messaggio di fondo ma poi mi addormento sereno perché credo che il messaggio stia nelle righe di questo libretto che quindi mi rileggerò con calma, consapevole della forza dei Ginox che si alzano e si danno da fare concretamente ed utilmente tutti i giorni senza bisogno di nessun messaggio da lanciare…

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ebisenzi

Sono decenni che mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine. Enrico che se ti interessa un collaudo completo https://scaccoalweb.wordpress.com/collaudo-xs2web/ oppure anche solo un aspetto specifico di questo scenario in stile Inclusive Design... https://www.linkedin.com/in/enricobisenzi/

Categorie Comunicazione Digitale,media educationTag Lascia un commento

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