Search Brave esce dalla beta (prova su strada)

Il motore di ricerca della nota azienda produttrice del browser pro-privacy Brave esce dalla beta: ecco la mia prova su strada.

Non esistono tanti motori di ricerca utilizzati al mondo ed anche se https://search.brave.com rimane un prodotto di nicchia vediamo insieme se ha qualche chance per affermarsi come alternativa ai vari Google-Bing-Baidu-Naver-Yandex:

  • la lingua italiana non è supportata ma in realtà per una query come ‘accessibilità’ se la cava bene sia a livello di suggerimenti che di risultati sulla pagina di ricerca;
  • è sicuramente una piattaforma in evoluzione e non del tutto indipendente a livello di dati a disposizione tanto che è previsto un mix di dati come risultati di ricerca attingendo anche ad altre fonti;
  • Interessante, dove disponibile, le discussion disponibili sui risultati di ricerca (ad esempio provenienti da Reddit) così come la possibilità di dare feedback sulla serp che comunque ha bisogno di affinamenti;
  • soprattutto per le query in lingua inglese sulle knowledge panel prevale sempre wikipedia ma sono molte le fonti che concorrono alla sua realizzazione (Quora, Twitch, Wikidata, DNB, Curriculum, Sbn, Elhuyar, Ed, Enciclopedia, eccetera);
  • decisa attenzione alla questione della privacy;
  • molto utile ed efficace la funzione di localizzazione, che può essere annullata (la ricerca diventa ‘globale’) oppure cambiata simulando la ricerca da altri paesi;
  • tutte le principali funzioni e canali che potete trovare sugli altri motori di ricerca sono a disposizione;
  • l’interfaccia utente è gradevole soprattutto con il tema scuro;
  • interessante ma troppo da smanettoni la funzione goggles;

In conclusione è sicuramente un’alternativa da sperimentare, e sperimentandola, alimentare la sua audience e le sue speranze di affermazione…

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ebisenzi

Docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma da decenni mi occupo di accessibilità ed usabilità del digitale contribuendo al restyling di Comuni, Musei, Ospedali, Comitati Olimpici ed anche molte aziende private sensibili all'argomento INCLUSIVE DESIGN: garantendo il corretto accesso e fruizione anche al 15% delle persone diversamente abili quali epilettici, non vedenti, ipovedenti e daltonici, dislessici e disprassici, sordi, disabili cognitivi ed autistici; impostando una corretta reperibilità e rappresentazione sui motori di ricerca; controllando una corretta ed efficace condivisione sui social network: trasmettendo dei corretti valori semantici relativamente al diverso bagaglio linguistico e culturale del proprio target di riferimento; predisponendo un appropriato livello di leggibilità dei testi e contenuti prodotti rispetto al proprio target di riferimento; verificando la legittimità dei contenuti ospitati mettendosi al riparo di eventuali copyright strike; verificando una corretta rappresentazione dei propri contenuti digitali su device diversi; predisponendo e mettendo in sicurezza i propri contenuti per una conservazione a lungo termine.

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