Collaudo XS2Web

Pensate di essere XS2Web compliant ovvero che le vostre informazioni condivise sul web siano accessibili? Allora provate questa serie di collaudi per sincerarsi di essere veramente al massimo delle potenzialità di interazione con gli umani ma anche i not human che popolano il Web…

La rappresentazione è efficace sui motori di ricerca?

Esistere vuol dire avere un nome che possa essere abbinato alla propria identità e con quello essere reperibile sul motore di ricerca preferito dal proprio target di riferimento: prova a digitare il tuo nome/brand e verifica che appaia in cima ai risultati del motore di ricerca e che sia ben rappresentato attraverso un’adeguata scheda di rappresentazione o !knowledge panel (come quella che appare quando cerchiamo un local business su Google attraverso apposite procedure di Knowledge Graph Engineering).

Esempio di risultato zero: la migliore possibilità di rappresentazione rispetto ad una query di ricerca con un primo posizionamento arricchito di maggiore quantità di testo descrittivo a disposizione ed immagine esplicativa.

La condivisione è corretta attraverso i social?

Un sito Web deve ospitare testi ed immagini iniziali efficaci affinché la loro rappresentazione sui social sia assolutamente efficace se necessario facendo riferimento all’utilizzo dei cosiddetti !meta open graph: simula la condivisione su Facebook per capire come sarà rappresentata la risorsa Web in fase di condivisione attraverso l’apposito Facebook Debugger.

Esempio di condivisione corretta di una risorsa web testata attraverso l’apposito debugger test con immagine molto empatica, titolo e descrizione iniziale chiara ed efficace

Il testo condiviso è davvero leggibile da tutti?

Premesso che un sito Web può avere un target di riferimento decisamente “colto” è comunque possibile verificare che il testo adottato non esprima sentiment negativo (anche solo involontariamente) e soprattutto sia comprensibile da chiunque: approfitta di servizi online di analisi leggibilità per riflettere sulla eventuale (troppa) complessità del contenuto testuale adottato ricordando che anziani, bimbi, disabili cognitivi, sordi, dislessici, stranieri tutti condividono la medesima esigenza di accedere a testo semplificato.

Esempio di strumento di analisi di leggibilità online.

Siete al sicuro da un Copyright Strike?

Gli algoritmi oramai non solo ci monitorano ma anche controllano che non effettuiamo comportamenti legalmente scorretti come quelli di ospitare contenuti protetto da copyright: utilizza tecniche di lettura dei meta-dati, di !reverse image search e quant’altro necessario per evitare un copyright strike ovvero serie ripercussioni legali per aver infranto la legge in tema di copyright, tutela dei marchi, privacy, eccetera.

Esempio divertente di !falso positivo dell’algoritmo di Facebook che considerava troppo sensuale – quindi da censurare – la shilouette dell’Apple PowerMac G4.

L’informazione sul Web è accessibile da chi ha problemi di vista?

Malattie oppure età avanzata fanno sì che sono veramente tante le persone che non ci vedono affatto, ci vedono molto poco oppure hanno un’interpretazione dei colori diversa dal “normale”: approfitta dei tanti ausili a disposizione per verificare che il sito Web sia intelleggibile anche da non vedenti, ipovedenti e daltonici in particolare aumentando l’ingrandimento del 200% (verificando l’assenza di elementi sovrapposti) oppure “ascoltando” così come viene percepito tramite barra braille oppure tramite dispositivi acustici grazie a !screenreader come ChromeVox.

Esempio di simulazione di visione da parte di una persona daltonica tramite plugin di Chrome NoCoffee: un mito da sfatare in tema di accessibilità è quello di NON utilizzare colori per non mettere in imbarazzo i daltonici!?!? Niente di più falso ma viceversa occorre verificare che ai colori utilizzati non sia assegnato un valore informativo esclusivo ovvero incomprensibile da chi non è in grado di interpretarli (NON “prendi la linea rossa per andare all’ospedale” ma bensì “prendi la linea rossa numero 2 per andare all’ospedale”).

Attenzione a chi soffre di attacchi epilettici!

Questa non è una questione di accessibilità ma, incredibile ma vero, di vera e propria tutela della salute pubblica altrui: verifica che sul sito Web non ci siano intermittenze superiori ai tre battiti al secondo che possono provocare degli attacchi epilettici!

Il plugin Epilepsy Blocker permette di verificare le possibili gif pericolose a livello di intermittenza ma è opportuno verificare manualmente tutte le istanze di intermittenza potenzialmente pericolose.

Cosa significa essere Cross Cultural?

Il sentimento del lutto che si esprime con il colore nero piuttosto che con il colore bianco in altre aree culturali e geografiche è solo l’esempio più banale del significato di comunicazione !cross-cultural: approfitta di tutte le procedure di traslazione ed interpretazione culturale messe a disposizione dalle piattaforme cross-cultural al fine di comprendere se ciò che si sta esprimendo possa rappresentare un valore piuttosto che una gaffe da parte di chi ha un bagaglio culturale diverso dal “nostro”.

Il video in discussione ben illustra le tante sfaccettature diverse di un’accezione cross-cultural di un’informazione condivisa online.

Responsive è oramai diventato uno standard ma sicure/i di avere una trasposizione cross-device corretta a livello di user-experience?

Quante parolone in un titoletto… ma alla fine la questione è verificare il corretto rendering di un sito Web su tutti i dispositivi che il nostro target di riferimento può avere a disposizione ma sempre in un’ottica di corretta usabilità: verifica non solo la corretta esposizione di grafica e testo sui dispositivi mobili ma soprattutto che l’utente finale sia messo in condizione di raggiungere un obiettivo comunicativo o funzionale all’interno del cosiddetto !funel di conversione.

Grazie al servizio BrowserStack è possibile utilizzare da remoto dispositivi di vario tipo: è sconsigliabile invece provare simulatori a cominciare dalle simulazioni dei vari browser che sono decisamente inaffidabili.

Passerete alla Storia?

Ovvero il vostro sito Web è destinato ad essere conservato a lungo termine? Come ultima tipologia di collaudo una che guarda contemporaneamente al passato come al futuro: approfittate dei servizi di conservazione a lungo termine delle memorie digitali come Archive.org affinché ci sia traccia del vostro operato anche in futuro ed anche siate in grado di ri-costruire l’evoluzione del vostro storytelling digitale.

Esempio di salvataggio del portale infoAccessibile sulla Wayback Machine di Archive risalente al 2003.