Jitsi che diventa una Radio Diffusa?

Perché non approfittare degli strumenti tecnologici ‘a distanza’ per riaggregarsi in Rete?

Ho utilizzato https://meet.jit.si molte volte sia come app che come servizio Web e la trovo una fantastica opportunità Open Source alternativa alle offerte commercial per la Didattica A Distanza (con il limite però di 50 partecipanti che lo rende inutilizzabile in alcuni contesti didattici).

Fra le varie opzioni e funzionalità che ha emerge quella di poter fare streaming sul Web sia attraverso You Tube sia attraverso un embed sul proprio sito Web e quindi diventare una !Web Radio come ne esistono tante in circolazione.

Dove sta dunque l’opportunità social che avverto come preziosissima? La tecnologia Jitsi Meet permette di avere tutte le comuni funzioni disponibili sulle più famose piattaforme DAD con in più semplici opportunità di streaming che la rendono potenzialmente un grande strumento comunicativo potenzialmente per grandi ascolti (è solo una questione di banda ma YouTube non ha grandi problemi a riguardo e un sito Web può sempre attrezzarsi nel caso…) ma è la possibile collaborazione fra più persone-redattori regolabile a livello di protezione anche tramite password e controlli vari che la potrebbe trasformare in una…

Radio Diffusa

La chiamo così perché mi immagino in una persona-regista particolarmente disponibile che crea canale-codice-streaming you tube, sito Web ed ovviamente nome del meeting, magari alla vecchia maniera, con computer stabile desktop sempre in funzione e che poi viene affiancato da una serie di redattori/ospiti che sono abilitati a partecipare alla Web Radio e che contribuiscono alla riuscita della trasmissione parlando, con videoriprese dal vivo anche di eventi di attualità, condividendo schermate-contenuti, audio-visivi e quant’altro la fantasia impone (ma anche il rispetto della legge come le norme ad esempio su copyright e privacy evitando così di farsi oscurare immediatamente).

Mi immagino tutti quegli ambiti sociali che si sono disgregati al Sole accecante del distanziamento sociale e che potrebbero essere rimesse in Rete! Ho davanti agli occhi giovani, giovanissimi, anziani, disabili e tutti coloro che hanno animato e vissuto i tanti circoli sociali di varia natura (ed in senso lato) diffusi nel territorio ed ora si trovano ad “ingrassare” le proprie ansie nel proprio bugicattolo lavorativo o casalingo. Perché non ritrovarsi in Rete ognuno sulla propria nicchia di interesse personale=collettivo creando 10 100 1000 Radio Diffuse dove riaggregarsi e far sentire voci e suoni delle nostre voglie di “riscatto” sociale? Potrebbe essere una forma interessante di ri-aggregazione così come di studio e sperimentazione non solo tecnologica ma anche sociale (e scrivo – non a caso – sociale e non social).

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ebisenzi

Da oltre venti anni mi occupo di studiare le problematiche di accessibilità, usabilità, reperibilità ed organizzazione dell'informazione digitale assistendo persone, enti pubblici e privati nella impostazione o restyling di interfacce e progetti di comunicazione digitale proponendo provocazioni culturali sul blog https://scaccoalweb.wordpress.com Un aspetto particolare della comunicazione digitale a cui credo molto è la capacità di riconoscere e raccontare la Natura che ci circonda e per quello mi diverto a curare ed aggiornare l'apposita guida BIOWATCHING TOSCANA

Categorie Comunicazione Digitale,media educationTag , , , , , Lascia un commento

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